La ballerina che divenne un dolce

Mi chiamo Anna Pavlovna Pavlova e sono una ballerina; ora a quanto parte, anche un dolce. Non nego di aver sempre avuto un certo appeal: piume, tutù, dramma calibrato, arabesques che sfidano la gravità. Ma diventare una torta? Ricordo la scena. Ero in tournée, stanca come una farfalla che ha […]

La lunga vita delle nature morte

Le nature morte hanno una vita lunghissima, molto più lunga di quella dei frutti che rappresentano, che nella realtà marciscono, fermentano, spariscono nel frigorifero. Loro no, resistono: la mela è eterna anche a metà – ma qui entrano in campo temi più complessi – Le nature morte sono creature sceniche, […]

Sognavo di diventare un pittore

Da giovane sognavo di diventare un pittore bohémien. Oggi faccio il cassiere all’Esselunga. Nei mei vent’anni ero certo: diventerò un artista bohémien, esporrò a Montmarte, parlerò di luce naturale e la gente userà parole come “visionario“, “geniale“, “incompreso“; già mi vedevo così, barba incolta, un sottotetto parigino con lucernario, io […]

La Belle Epoque

Il nome Belle Epoque evoca un’epoca sospesa, luminosa, quasi un’eterna domenica parigina. Una stagione in cui l’arte sembrava espandersi come un profumo nuovo, tra affiches, ventagli, champagne e linee sinuose di abiti fluttuanti. Ma la domanda rimane: é stata davvero bella o, come spesso accade nella storia dell’arte, abbiamo incorniciato […]

Il ritratto come specchio

Dal Rinascimento ad oggi come è cambiato il ritratto, da quando l’immagine non era semplice rappresentazione ma sintesi ideale dell’essere umano: mente, spirito e bellezza che convivono in equilibrio restituendo una forma d’identità. Si passò poi alla luce improvvisa, drammatica, che scava nei tratti e ne rivela la verità psicologica; […]

La sindrome di Stendhal

Entrammo nel museo come due attori che stanno per provare una scena importante, quella in cui nulla è ancora successo ma tutto potrebbe accadere. Il nostro era un primo incontro, di quelli in cui si cammina affiancati cercando di non far rumore né con le parole né con i passi. […]

L’arte sacra è andata a farsi benedire?

Interrogazione su un  inciampo teologico-artistico: l’arte sacra era d’oro, doveva parlare con Dio, una “firma” diretta a Lui, non era uno stile, ma un’intenzione, quella di creare un ponte simbolico con il sacro. In quel modo la spiritualità era una faccenda visibile, non era un genere iconografico, ma un patto, […]

Polemica ma non troppo

Perché l’arte contemporanea (forse) fa schifo eppure continuiamo a fingere che ci piaccia. “Lo confesso, non capisco l’arte contemporanea o forse la capisco fin troppo ed è proprio questo il problema: mi ostino ancora a cercare segni, la mano, la traccia viva dell’essere umano. Negli anni ho imparato che, nell’arte […]

Il nudo nell’arte concettuale

Un tempo il nudo era il re dell’arte: marmoreo, luminoso, glorificato; il tempo in cui la carne era divina, l’estasi era un diritto naturale e la musa faceva quello che hanno fatto per secoli: ispirare, posare, tacere e far svenire gli artisti. Poi è arrivata l’arte concettuale e il nudo […]

Il rossetto nell’iconografia

Nella storia dell’arte, le labbra dipinte non sono mai un semplice dettaglio cosmetico: sono un codice visivo, un segno che concentra significati culturali, sociali e psicologici. Se la scrittura rende visibile il pensiero attraverso il gesto grafico, il rossetto rende visibile la presenza attraverso il gesto cromatico; entrambi sono atti […]