Parliamo di grafologia

Il tratto vitale della scrittura

La Grafologia studia i complessi messaggi in codice presenti in un tracciato grafico, visto come una vera e propria registrazione dell’intera struttura e del comportamento di tutto il sistema nervoso centrale e neuromuscolare periferico; a monte di un atto volontario, presiedono zone cerebrali preposte a tale processo in cui confluiscono comportamenti dettati dalle risposte emotive individuali.

L’unicità rivelata dalla scrittura, è legata alle infinite variabili della struttura biotipologica individuale, fino alle più sfumate modalità espressive dell’affettività, della mente, del modo di percepire, rappresentare e sentire la realtà, a cominciare da se stessi.

Lo studio della Grafologia fonda le sue radici in

simbolismo ed archetipi, neurofisiologia, medicina olistica, neuropsicologia.

Esplora elementi

biotipologici, morfologici, caratteriali, temperamentali.

Interpretando contenuti ed aspetti

biopsicodinamici, evolutivi, psicoaffettivi, psicomentali.

Una scrittura esaminata nella sua interezza, riflette l’evoluzione del soggetto scrivente, ne rappresenta una delle espressioni più spontanee dell’attività della sua psiche: è il risultato volontario di movimenti di origine cosciente e di movimenti di origine inconscia.

Nel momento in cui scriviamo ci situiamo simbolicamente nello spazio e nel mondo in cui ci spostiamo, ogni movimento scrittorio è rappresentativo del nostro comportamento in questo universo.

La nostra scrittura muta lentamente nel tempo insieme a noi, rispecchiando il nostro percorso evolutivo ed il rapporto che abbiamo con la nostra grafia è sempre intimamente connesso alla percezione soggettiva che abbiamo della nostra esistenza, al processo di comprensione ed elaborazione di ciò che ci circonda, alle forme di adattamento e di reattività che abbiamo imparato a sviluppare e mettere in atto.

Studiare una scrittura è un atto di comprensione piuttosto complesso, la sua risultanza dipende in buona parte dalla validità del prodotto grafico messo a disposizione del Grafologo; lo scritto deve essere spontaneo, non simulato, eseguito in condizioni psicofisiche “neutre”, preparato con strumenti e su supporti adeguati.