Emozioni e gesto grafico

Street Art Silvana Piatti

Le vivenze emotive ed affettive incidono sulla costituzione del gesto grafico.

La sede del processo di accensione delle emozioni è situata in una piccola “struttura” posizionata nella regione rostromediale del lobo temporale, il suo nome è amigdala e la sua attività, unita a quella di altre strutture cerebrali, consiste nel decodificare, processare e gestire le nostre reazioni emotive.

Essendo soggettiva la risposta alle emozioni, queste vanno lette sia in chiave psicologica sia in chiave organica; le strade per vivere le emozioni sono diverse da individuo a individuo.

La nostra storia evolutiva ha conferito alle emozioni un ruolo fondamentale nella psiche umana, al punto che nei momenti più critici della vita, il cuore prevale sulla mente; sono le emozioni a guidarci nell’affrontare situazioni difficili, importanti, dolorose o di grande pericolo; tutte le emozioni sono essenzialmente impulsi ad agire, piani d’azione per gestire in tempo reale le emergenze della vita e, nel nostro repertorio, ogni emozione ha un ruolo unico rilevato dalle sue caratteristiche biologiche distinte; ciascuna emozione prepara il corpo ad un tipo di risposta molto diverso.

La nostra scrittura registra e rileva le nostre emozioni.

Oggi sappiamo che la mente, le emozioni ed il corpo non sono entità separate ma intimamente connesse.

L’attività della scrittura manuale è un modo sano per sfogare sentimenti negativi, alla ricerca di un significato del proprio travaglio emotivo; i nuovi orientamenti della medicina impongono di allargare i propri orizzonti verso una comprensione dell’impatto emotivo sulla salute.

Un estratto dalle sperimentazioni dello psicologo americano James Pennebaker:

“il sostegno psicologico nei disagi è fondamentale, io chiedo al soggetto di scrivere per circa quindici minuti al giorno su qualcosa che lo riguardi; i risultati sono sorprendenti, si sono riscontrati un aumento delle difese immunitarie, una significativa diminuzione delle visite agli ambulatori medici nei sei mesi successivi, un minor numero di giorni lavorativi perduti, un abbassamento dei livelli di ansia e stress”.

Ancora una volta mi sento di dover ribadire quanto sia importante non abbandonare l’abitudine ad esercitarsi con carta e penna, in fondo bastano pochi minuti, tale attività oltre ad essere innegabilmente utile, può risultare anche estremamente distensiva, può farci riscoprire il piacere di dedicare un po’ di tempo all’incontro intimo con noi stessi, un piccolo spazio in cui lasciare liberi pensieri, sentimenti ed emozioni.

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