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	<title>antropologia della scrittura &#8211; Grafologa Silvana Piatti</title>
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	<description>Grafologia, Grafoanalisi, Arte e Cultura</description>
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		<title>Scritture magico rituali</title>
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				<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 10:30:16 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Da tempo si è perso l’antico senso magico della scrittura che vedeva in tale rituale uno stretto legame tra simboli scritti ed influenze sulla vita reale. In passato era ritenuto possibile agire su azioni concrete attraverso la manipolazione di simboli, a cui venivano attribuiti poteri in grado di determinare azioni e conseguenze. In molte culture [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/10/557605151_2525107591193381_6815781181634801002_n.jpg" alt="Vladislav Yerko" class="wp-image-5332" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/10/557605151_2525107591193381_6815781181634801002_n.jpg 1080w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/10/557605151_2525107591193381_6815781181634801002_n-264x300.jpg 264w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/10/557605151_2525107591193381_6815781181634801002_n-902x1024.jpg 902w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/10/557605151_2525107591193381_6815781181634801002_n-768x872.jpg 768w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><figcaption>Opera di Vladislav Yerko</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center">Da tempo si è perso l’antico senso magico della <strong>scrittura</strong> che vedeva in tale rituale uno stretto legame tra simboli scritti ed influenze sulla vita reale. In passato era ritenuto possibile agire su azioni concrete attraverso la manipolazione di simboli, a cui venivano attribuiti poteri in grado di determinare azioni e conseguenze. In molte culture la <strong>scrittura</strong> era un veicolo per la trasmissione di testi sacri, spesso dettati dalle divinità agli uomini e tale passaggio della parola rivelata alla sua trascrizione costituiva un atto carico di sacralità.</p>



<p class="has-text-align-center">Un collegamento tra ritualità e <strong>scrittura</strong> è sempre esistito e la forma più diffusa di uso magico della stessa era quella destinata alla preparazione di amuleti e talismani in cui i segni su un oggetto altro non erano che rafforzativi dell’oggetto già di per sé operante. Il potere così acquisito ne facevano una vera e propria arma di difesa come nel caso dei simboli cuciti sulle cotte dei capi indossate in battaglia: la formula magica era investita del compito di difendere dal male e dalla potenza delle armi del nemico, così da rendere il combattente invincibile.</p>



<p class="has-text-align-center">Anche le abitazioni erano luogo che necessitavano di difesa dagli eventi nefasti e le <strong>iscrizioni</strong> poste sulle pareti di case e capanne assumevano una valenza ritenuta di alta funzione protettiva; per non parlare del corpo umano che per essere investito di poteri magici veniva ricoperto di segni e simboli direttamente sulla pelle o, come in alcune culture, i simboli apposti sulla parte del corpo malato, si riteneva fungessero da incantesimo guaritore.</p>



<p class="has-text-align-center">Parlando di <strong>dipinti</strong>, l’iconografia ha riservato ampio spazio al potere del “<em>mago</em>” alle prese con le sue <strong>scritture</strong> intrise di segni cabalistici che solo lui riusciva a decifrare; tra il XIII e XV secolo vi fu ampia circolazione di <strong>manoscritti </strong>contenenti segreti popolari, formule invocatorie, ricette magiche, manuali di esercizi pratici per praticare la necromanzia, per predire l’avvenire, rendersi invisibili.</p>



<p class="has-text-align-center">Immancabili le raffigurazioni di animali con alti contenuti simbolici e apportatori di energie positive o negative; la loro presenza è sempre stata rilevante nelle rappresentazioni di tutti i tempi assumendo però significati differenti tra le diverse culture anche se poco dissimili in ottica simbolico-archetipica e spesso persi nel tempo; alcuni esempi: la civetta nell’iconografia dell’età barocca fu l’emblema dell’eresia, nell’antica Grecia invece era legata alla figura di Pallade-Atena dea della saggezza, mentre nel Medioevo rappresentò la meditazione profonda.</p>



<p class="has-text-align-center">Il caprone diabolico dipinto da <strong>Goya</strong>, presidiando ai baccanali, ha incarnato le forze più potenti e torbide della sessualità; il gatto dalla fisionomia misteriosa affascinò la straordinaria artista <strong>Leonor Fini</strong> legata al mondo del Surrealismo e alle varie correnti di pensiero magico esoteriche; l’ape, animale tradizionalmente associato a connotazioni positive, nel Rinascimento fu associato alla Giustizia divina; il cavallo, rappresentativo della memoria istintuale e del rapido scorrere del tempo, fu riprodotto in modo contrastante, ora apportatore di vita, ora emblema delle tenebre e della morte.</p>



<p class="has-text-align-center">Nell’affascinante quanto immenso argomento sulle <strong>scritture</strong> magiche e rituali, si inseriscono meravigliosamente bene temi di spicco sulle figure femminili che, seppur per secoli tenute lontane dall’istruzione istituzionale e dall’apprendimento di un sistema grafico ritenuto inutile per loro se non addirittura pericoloso, quando per posizioni sociali particolarmente favorevoli le donne vennero alfabetizzate, molte si distinsero per l’utilizzo che fecero della <strong>scrittura</strong>, veicolando contenuti legati al mondo del magico e delle scienze esoteriche.</p>



<p class="has-text-align-center">Ma questo è un tema molto molto ampio anche riscontrabile nell’arte pittorica che meriterebbe approfondimenti a parte che mi auguro di riuscire ad affrontare.</p>
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		<title>La scrittura come metafora</title>
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				<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 08:51:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[antropologia della scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Grafologia]]></category>
		<category><![CDATA[esperta in grafologia]]></category>
		<category><![CDATA[grafologia torino]]></category>
		<category><![CDATA[silvana piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Silvana Piatti firmologa]]></category>

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				<description><![CDATA[Le radici della scrittura e l&#8217;uomo contemporaneo Ci si può chiedere se il tipo di scrittura usato da una società sia influenzato o influenzi la cultura della società stessa. La scrittura permette di produrre modelli e messaggi che si dilatano nell&#8217;universo in uno spazio tridimensionale e nel tempo. Un sistema grafico si trova all&#8217;intersezione di [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/38-797x1024.jpg" alt="scrittura, scrittura come metafora," class="wp-image-5008" width="399" height="512" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/38-797x1024.jpg 797w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/38-233x300.jpg 233w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/38-768x987.jpg 768w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/38.jpg 1080w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /><figcaption>Sistemi grafici</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center"><em>Le radici della scrittura e l&#8217;uomo contemporaneo</em></p>



<p class="has-text-align-center">Ci si può chiedere se il tipo di <em>scrittura</em> usato da una società sia influenzato o influenzi la cultura della società stessa. La <em>scrittura</em> permette di produrre modelli e messaggi che si dilatano nell&#8217;universo in uno spazio tridimensionale e nel tempo. Un <em>sistema grafico</em> si trova all&#8217;intersezione di due assi: l&#8217;asse della cultura e l&#8217;asse della personalità; sull&#8217;asse della cultura si colloca la visione che del mondo ha una data cultura, il suo modo di interpretare i fatti esterni, la sua classificazione dei fenomeni, ma anche la sua scala dei valori, il suo dar rilievo a certe operazioni, enunciazioni rispetto ad altre; sull&#8217;asse della personalità si collocano invece le capacità, le pulsioni, la visione del singolo scrivente.</p>



<p class="has-text-align-center">Storicamente si può dire che la diffusione della <em>scrittura</em> ad un numero sempre più alto di persone sia andata crescendo e tanto più si riducono i meccanismi di controllo, più diminuisce il prestigio dei modelli e si semplifica la procedura di apprendimento. Ogni gruppo, in un dato momento, ha rappresentazioni correnti proprie, le migliori soluzioni ad un certo problema comunicativo e visuo-spaziale; ogni gruppo ha pertanto suoi criteri di design.</p>



<p class="has-text-align-center">La <em>scrittura</em> ha fin dalle sue prime origini molte funzioni e rimanda a più piani di significazione sociale; in tutte le tradizioni vediamo che ben presto la cura per l&#8217;aspetto estetico della <em>scrittura</em> emerge e si fa interesse autonomo, a volte perfino preponderante. Appare netta la distinzione se si confronta la tradizione calligrafica occidentale con quella arabo-islamica o cinese.</p>



<p class="has-text-align-center">La splendida fioritura della scrittura ornamentale ha ispirato un capitolo non minore dell&#8217;arte occidentale; l&#8217;arabesco e l&#8217;uso della <em>scrittura</em> araba come elemento ornamentale nella pittura medievale e rinascimentale.</p>



<p class="has-text-align-center">La<em> scrittura</em> è a lungo stata considerata una grande invenzione puramente tecnica ed è stata analizzata da un punto di vista soprattutto teorico, teso a mettere in luce origini, diffusione, modificazione dei principali sistemi grafici. A ben guardare, però, specie da una prospettiva antropologica, emerge nettamente che la scrittura è anche altro e soprattutto che l&#8217;analisi della <em>scrittura</em> può essere lo studio di uno degli ambiti privilegiati della produzione ideologica e simbolica della società.</p>



<p class="has-text-align-center">La <em>scrittura</em> è di certo uno dei più potenti strumenti di conoscenza, di controllo e trasmissione del sapere, di manipolazione della realtà. Il suo significato culturale dunque va ben al di là della sua funzione tecnica. Ogni sistema di <em>scrittura</em> presenta infatti aspetti conoscitivi, sociali, sacrali, la cui osservazione consente di comprendere profondamente la società che li ha prodotti ed entro cui circolano.</p>



<p class="has-text-align-center">Tutti i segni e i simboli sono espressioni equivalenti e sostituibili al linguaggio verbale; entrambi  hanno come finalità esplicita e cosciente il comunicare e l&#8217;informare: il loro presupposto è pertanto l&#8217;interazione in un&#8217;attività sociale attraverso il libero impiego espressivo inerente esperienze, emozioni, sentimenti.</p>



<p class="has-text-align-center">La ricchezza o la povertà espresse da tali linguaggi comunicativi, sono la risultante dell&#8217;interazione dinamica che si stabilisce tra il bagaglio genetico e la qualità e la quantità di stimolazioni provenienti dal mondo esterno.</p>



<p class="has-text-align-center">L&#8217;impatto più decisivo della<em> scrittura</em> sulla storia umana è stato questo: ha cambiato gradualmente il modo in cui gli esseri umani pensano e vedono il mondo.</p>



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		<title>Aspetti magici nella scrittura</title>
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				<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 16:04:09 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Da tempo si è perso l’antico senso magico della scrittura che vedeva in tale rituale uno stretto legame tra simboli scritti ed influenze sulla vita reale. In passato era ritenuto possibile agire su azioni concrete attraverso la manipolazione di simboli, a cui venivano attribuiti poteri in grado di determinare azioni e conseguenze. In molte culture [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480855536_2324035571300585_3999374455082837541_n.jpg" alt="scritture magiche " class="wp-image-4892" width="368" height="459" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480855536_2324035571300585_3999374455082837541_n.jpg 735w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480855536_2324035571300585_3999374455082837541_n-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" /><figcaption>Magia e scrittura</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center">Da tempo si è perso l’antico <strong>senso magico</strong> della scrittura che vedeva in tale rituale uno stretto legame tra simboli scritti ed influenze sulla vita reale. In passato era ritenuto possibile agire su azioni concrete attraverso la manipolazione di <strong>simboli</strong>, a cui venivano attribuiti poteri in grado di determinare azioni e conseguenze. In molte culture la scrittura era un veicolo per la trasmissione di testi sacri, spesso dettati dalle divinità agli uomini e tale passaggio della parola rivelata alla sua trascrizione costituiva un atto carico di sacralità.</p>



<p class="has-text-align-center">Un collegamento tra ritualità e scrittura è sempre esistito e la forma più diffusa di uso magico della scrittura era quella destinata alla preparazione di amuleti e talismani in cui i segni su un oggetto altro non erano che rafforzativi dell’oggetto già di per sé operante. Il potere così acquisito ne facevano una vera e propria arma di difesa come nel caso dei simboli cuciti sulle cotte dei capi indossate in battaglia: la <strong>formula magica</strong> era investita del compito di difendere dal male e dalla potenza delle armi del nemico, così da rendere il combattente invincibile.</p>



<p class="has-text-align-center">Anche le abitazioni erano luogo che necessitavano di difesa dagli eventi nefasti e le iscrizioni poste sulle pareti di case e capanne assumevano una valenza ritenuta di alta funzione protettiva; per non parlare del corpo umano che per essere investito di <strong>poteri magici</strong> veniva ricoperto di segni e simboli direttamente sulla pelle o, come in alcune culture, i simboli apposti sulla parte del corpo malato, si riteneva fungessero da incantesimo guaritore.</p>



<p class="has-text-align-center">Parlando di dipinti, l’iconografia ha riservato ampio spazio al potere del “<em>mago</em>” alle prese con le sue scritture intrise di segni cabalistici che solo lui riusciva a decifrare; tra il XIII e XV secolo vi fu ampia circolazione di <strong>manoscritti</strong> contenenti segreti popolari, formule invocatorie, ricette magiche, manuali di esercizi pratici per praticare la necromanzia, per predire l’avvenire, rendersi invisibili ….</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/476644754_2324044997966309_6049761620812665136_n-819x1024.jpg" alt="silvanapiatti.com" class="wp-image-4894" width="410" height="512" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/476644754_2324044997966309_6049761620812665136_n-819x1024.jpg 819w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/476644754_2324044997966309_6049761620812665136_n-240x300.jpg 240w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/476644754_2324044997966309_6049761620812665136_n-768x961.jpg 768w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/476644754_2324044997966309_6049761620812665136_n.jpg 1040w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /><figcaption>Rituali magici</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center">Immancabili le raffigurazioni di animali con alti contenuti simbolici e apportatori di <strong>energie</strong> positive o negative; la loro presenza è sempre stata rilevante nelle rappresentazioni di tutti i tempi assumendo però significati differenti tra le diverse culture anche se poco dissimili in ottica simbolico-archetipica e spesso persi nel tempo; alcuni esempi: la civetta nell’iconografia dell’età barocca fu l’emblema dell’eresia, nell’antica Grecia invece era legata alla figura di <strong>Pallade-Atena</strong> dea della saggezza, mentre nel Medioevo rappresentò la meditazione profonda.</p>



<p class="has-text-align-center">Il caprone diabolico dipinto da <strong>Goya</strong>, presidiando ai baccanali, ha incarnato le forze più potenti e torbide della sessualità; il gatto dalla fisionomia misteriosa affascinò la straordinaria artista <strong>Leonor Fini</strong> legata al mondo del <strong>Surrealismo</strong> e alle varie correnti di pensiero magico esoteriche; l’ape, animale tradizionalmente associato a connotazioni positive, nel Rinascimento fu associato alla Giustizia divina; il cavallo, rappresentativo della memoria istintuale e del rapido scorrere del tempo, fu riprodotto in modo contrastante, ora apportatore di vita, ora emblema delle tenebre e della morte.</p>



<p class="has-text-align-center">Nell’affascinante quanto immenso argomento sulle scritture magiche e rituali, si inseriscono meravigliosamente bene temi di spicco sulle figure femminili che, seppur per secoli tenute lontane dall’istruzione istituzionale e dall’apprendimento di un sistema ritenuto inutile per loro se non addirittura pericoloso, quando per posizioni sociali particolarmente favorevoli le donne venivano alfabetizzate, emersero figure che si distinsero per l’utilizzo che fecero della scrittura, adoperata anche per veicolare contenuti legati al mondo irrazionale delle scienze esoteriche.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480308179_2324038074633668_6984266108182540540_n-1024x802.jpg" alt="www.c3g.it/operatori" class="wp-image-4883" width="512" height="401" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480308179_2324038074633668_6984266108182540540_n-1024x802.jpg 1024w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480308179_2324038074633668_6984266108182540540_n-300x235.jpg 300w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480308179_2324038074633668_6984266108182540540_n-768x602.jpg 768w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480308179_2324038074633668_6984266108182540540_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption>Erbari</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center">Come non parlare a questo punto di <strong>Caterina Sforza</strong>? Nel suo laboratorio alle prese con erbari, fiori, piante, resti di animali, tutto il materiale indispensabile per dedicarsi all&#8217;alchimia e alla preparazione di formule e pozioni; noto un suo libro manoscritto di <strong>ricette</strong> su cosmetici e medicamenti: c&#8217;era veramente di tutto, unguenti per togliere macchie dal viso, sbiancare i denti, dorare i capelli, ammorbidire la pelle. </p>



<p class="has-text-align-center">I suoi consigli non si limitano ad occuparsi delle donne, ma si rivolgevano anche agli uomini e alle loro tribolazioni sotto le lenzuola; il libro degli <strong>Experimenti</strong> diventa uno spaccato importantissimo sul mondo rinascimentale e che ci perviene come opera che rende più comprensibile la vita dell&#8217;epoca contrassegnata da una fervide attività di scambi di materie prime tra Occidente ed Oriente.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Caterina</strong>, abile nel maneggiare veleni, prepara elisir ed antidoti, si spinge addirittura a redigere ricette di oli portentosi per guarir la peste; per curare i morsi dei cani servono ortiche tritate e sale; per annientare gli effetti dei veleni si devono usare fegato di maiale messo a seccare e condito con oli prodotti con scorpioni annegati nell&#8217;aceto; per curare ferite di armi avvelenate basta pestare fichi e noci insieme e applicarli sulla parte ferita &#8230;</p>



<p class="has-text-align-center">Una donna che segnò il suo tempo e la cui storia giunge a noi non solo per le appassionanti vicende storiche ma anche per l&#8217;immenso bagaglio di conoscenze sul mondo vegetale ed animale, frutto di studi entusiasmanti e, soprattutto sperimentazioni assai audaci.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480323603_2324035494633926_4549507537354744162_n.jpg" alt="www.grafologasilvanapiatti.com" class="wp-image-4886" width="324" height="449" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480323603_2324035494633926_4549507537354744162_n.jpg 647w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2025/02/480323603_2324035494633926_4549507537354744162_n-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" /><figcaption>Caterina Sforza</figcaption></figure></div>
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		<title>Alfabeto armeno, il mio viaggio</title>
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				<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 12:45:06 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Chi studia paleografia non può non entrare in contatto, prima o poi nella vita, con l&#8217;Armenia a cui si deve un contributo importantissimo alla conservazione di testi antichi e ad un altro caposaldo della propria identità culturale: il suo misterioso alfabeto. Nulla più di una lingua può definire i contorni di un Paese e poter [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/2-1024x768.jpg" alt="le preziose miniature conservate nel museo di Yerevan
Silvana Piatti" class="wp-image-4462" width="512" height="384" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/2-1024x768.jpg 1024w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/2-300x225.jpg 300w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/2-768x576.jpg 768w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/2.jpg 2048w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption>I preziosi manoscritti conservati nel museo di Yerevan</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center">Chi studia paleografia non può non entrare in contatto, prima o poi nella vita, con l&#8217;Armenia a cui si deve un contributo importantissimo alla conservazione di testi antichi e ad un altro caposaldo della propria identità culturale: il suo misterioso alfabeto.</p>



<p class="has-text-align-center">Nulla più di una lingua può definire i contorni di un Paese e poter leggere un testo sacro nella propria lingua è un&#8217;evidente dichiarazione di appartenenza ad un popolo e ad una cultura, così come lo è poter tramandare in forma scritta narrazioni e storie lasciate alla diffusione orale.</p>



<p class="has-text-align-center">La trasmissione della lingua e l&#8217;invenzione dell&#8217;alfabeto armeno si devono alla straordinaria figura di <strong>Mesrop Masthots</strong>, monaco che a cavallo tra il IV e V secolo, periodo in cui l&#8217;Armenia fu smembrata tra l&#8217;Impero persiano e quello bizantino, divenne segretario personale del sovrano <strong>Cosroe III</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center">Quando nel 394 salì al trono <strong>Vramshapuh</strong>, Mesrop iniziò il suo viaggio di predicazione, incontrando parecchie difficoltà nel far comprendere concetti scritti in un&#8217;altra lingua (all&#8217;epoca i Vangeli circolavano soltanto in greco, persiano e siriano) e fu quindi per questo che, con il sostegno del re, iniziò un elaborato lavoro di trascrizione in forma scritta dei fonemi della lingua armena che riuscì a riprodurre utilizzando 36 segni ispirati all&#8217;alfabeto greco e a cui vennero aggiunti successivamente altri 2 segni.</p>



<p class="has-text-align-center">Ad una forma iniziale di alfabeto chiamata <strong>Erkatagir</strong>, utilizzata nei manoscritti dal V al XIII secolo ed in uso ancora oggi per le iscrizioni epigrafiche, ne fecero seguito altre 3 delle quali quella in uso comune ancora oggi è la forma di scrittura obliqua <strong>Seghagiri</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center">Secondo alcune fonti, Mesrop sarebbe stato anche l&#8217;artefice dell&#8217;alfabeto georgiano: questi due popoli caucasici furono accomunati dal fatto di avere ciascuno una propria lingua, un proprio alfabeto, una propria Chiesa Cristiana autocefala.</p>



<p class="has-text-align-center">Si può quindi parlare di identità armena <em>tirando in ballo</em> la sua scrittura e la pregevole raccolta di manoscritti conservati presso l&#8217;imponente biblioteca <strong>Matenadaran</strong> di <strong>Yerevan</strong>,  testimone dell&#8217;importanza del testo scritto nella cultura del popolo armeno: la scrittura ha contribuito a conservare la cultura del Paese nonostante le numerose e sanguinarie dominazioni susseguitesi.</p>



<p class="has-text-align-center">La meravigliosa biblioteca ospita oltre centomila documenti dal Medioevo in poi e 18000 manoscritti tra cui anche il più caro al popolo armeno: le omelie di <strong>Mush</strong>, una raccolta di omelie composta agli inizi del XIII secolo nel monastero <strong>Avakvank</strong> e impreziosita da raffinate miniature.</p>



<p class="has-text-align-center">Durante il genocidio avvenuto nel 1915, pur di metterlo in salvo, due donne lo divisero in due parti per poterne sopportare l&#8217;enorme peso (28 kg. e oltre un metro in altezza); una delle due parti prese la via per l&#8217;America insieme ad una delle due donne per poi ricongiungersi successivamente all&#8217;altra metà rimasta in patria &#8230; storia o leggenda?</p>



<p class="has-text-align-center">Un altro gioiello della collezione meritevole di menzione è la più antica mappa armena, realizzata in Crimea nel XIII secolo in cui il mondo venne raffigurato come un cerchio con Gerusalemme al centro e l&#8217;Est in alto. Tra testi giuridici, manoscritti latini, greci, etiopi, ebraici, siriani e in slavo antico, si resta veramente <em>a bocca aperta</em>, apprezzando la sensibilità nei confronti della parola scritta grazie alla quale sono giunti ai giorni nostri rari manoscritti classici di inestimabile valore salvati da distruzione certa e sapientemente ricopiati dai monaci armeni.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/3-1024x768.jpg" alt="incisioni in lingua armena
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<p class="has-text-align-center">Tra i supporti più caratteristici in cui l&#8217;alfabeto trova sede di elezione sono le croci in pietra <strong>khatchkar</strong> ed erette presso monasteri, cimiteri, edifici, in ogni luogo significativo per il culto e la devota comunità armena; quella delle <strong>khatchkar </strong>è un&#8217;arte antichissima ed utilizzata non solo con scopi votivi e celebrativi ma anche di rappresentazione di personaggi dediti alla vita quotidiana, ad oggetti di utilizzo comune, animali e cibo.  </p>



<p class="has-text-align-center">La tradizione delle croci in pietra rimanda ad un concetto cardine della storia di questo martoriato Paese: ciò che era destinato alla consacrazione a Dio, doveva presentare caratteristiche durevoli ed evocative; oltre alla valenza artistica e simbolica, esse rappresentano oggi una sorte di archivio epigrafico narrante; le vicende della prima comunità ad aver adottato il Cristianesimo, restano scolpite in distese di pietra infisse nel suolo e sebbene  moltissime furono distrutte, ancora se ne contano più di 40000 in tutto il territorio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/4-770x1024.jpg" alt="Viaggio in Armenia di Silvana Piatti Grafologa" class="wp-image-4471" width="385" height="512" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/4-770x1024.jpg 770w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/4-226x300.jpg 226w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/4-768x1021.jpg 768w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/10/4.jpg 1080w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /><figcaption>Affascinanti cimiteri armeni </figcaption></figure></div>



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		<title>La scrittura nell&#8217;arte</title>
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				<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 10:01:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[antropologia della scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Grafologia dell'arte]]></category>
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				<description><![CDATA[Parole e immagini sono entrambi il risultato di un atto sofisticato della mano nell&#8217;azione di tracciare dei segni a testimonianza di un&#8217;idea, di un messaggio, di una memoria: nel linguaggio dei segni c&#8217;é quindi un significato che va oltre a quello semantico. Le radici della scrittura nell&#8217;arte sono profonde, hanno attratto gli artisti di sempre, [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/01/422226587_2046831072354371_2151896107883088690_n-811x1024.jpg" alt="Opera di Ewa Juszkiewicz" class="wp-image-4243" width="406" height="512" srcset="https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/01/422226587_2046831072354371_2151896107883088690_n-811x1024.jpg 811w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/01/422226587_2046831072354371_2151896107883088690_n-238x300.jpg 238w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/01/422226587_2046831072354371_2151896107883088690_n-768x970.jpg 768w, https://www.grafologasilvanapiatti.com/wp-content/uploads/2024/01/422226587_2046831072354371_2151896107883088690_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 406px) 100vw, 406px" /><figcaption>Opera di Ewa Juszkiewicz </figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center">Parole e immagini sono entrambi il risultato di un atto <em>sofisticato</em> della mano nell&#8217;azione di tracciare dei <strong>segni </strong>a testimonianza di un&#8217;idea, di un messaggio, di una memoria: nel linguaggio dei <strong>segni</strong> c&#8217;é quindi un significato che va oltre a quello semantico.</p>



<p class="has-text-align-center">Le radici della <strong>scrittura</strong> nell&#8217;arte sono profonde, hanno attratto gli artisti di sempre, hanno trovato espressione nella pittura dal lontano passato sino a modalità più contemporanee.</p>



<p class="has-text-align-center">Quando ancora la <strong>scrittura</strong> era privilegio di pochi, le immagini contenenti testi <strong>scritti</strong> avevano  una finalità prettamente suggestiva, suscitavano reazioni forti, inducevano emozioni altamente impattanti e le <strong>lettere</strong> venivano utilizzate come elementi decorativi nelle opere per accrescerne la fascinazione.</p>



<p class="has-text-align-center">Molto conosciute e pervenute sino ai giorni nostri, sono le produzioni <strong>miniate</strong> dai contenuti letterari ed estetici in perfetta armonia tra loro e davvero fiorenti sono gli esempi pervenutici da epoche successive come le poesie figurate del Medioevo e del Rinascimento.</p>



<p class="has-text-align-center">Le parole <strong>scritte</strong> <em>escono</em> dal loro significato intrinseco ed <em>entrano</em> in quello sensoriale, stimolano vista ed udito, evocano processi inconsci, operano nelle associazioni simboliche del profondo: la <strong>lettera </strong>é magia in tutte le culture.</p>



<p class="has-text-align-center">Da ricordare nella inesauribile carrellata di artisti che si sono avvalsi della <strong>scrittura</strong> nella loro opera, troviamo sicuramente il futurista Filippo Tommaso Marinetti, che sfruttò abilmente il potenziale visivo dei testi <strong>scritti</strong>; ad indagare il fine rapporto tra immagine e <strong>scrittura</strong> furono le sperimentazione delle <em>Avanguardie Surrealiste </em>di Magritte e Duchamp sino ad arrivare alla <em>pop art</em> ed alla attualissima<em> street art</em>.</p>



<p class="has-text-align-center">Nei secoli la <strong>scrittura</strong> si è inserita nell&#8217;espressione pittorica diventando parte integrante dell&#8217;immagine, l&#8217;energia del gesto genera un flusso creativo da cui sembra scaturirne addirittura un suono, come fosse un ritmo musicale scandito da pause <em>bianco-silenzio</em>, una danza che enfatizza la fusione tra spazio e testi.</p>



<p class="has-text-align-center">L&#8217;arte ci consente oggi di comprendere meglio il senso dei <strong>segni</strong>, il valore del loro incanto senza tempo né mode, il legame inscindibile tra semantica ed opera, tra <strong>lettera</strong> ed immagine; il potere visivo del linguaggio é una realtà più che mai attuale del <em>fare </em>artistico.</p>



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